Michele Loreti
Caro zio Adriano,
non è facile essere qui oggi e trovare le parole per salutarti.
Forse perché, quando una persona ci ha voluto bene davvero, non esiste una frase capace di racchiudere tutto quello che ha rappresentato per noi.
Tu eri una persona buona. Ma dire soltanto questo sarebbe troppo poco.
Eri genuino, sincero, sempre disponibile verso gli altri. Un uomo perbene, di quelli che si fanno voler bene senza cercarlo, semplicemente per il modo in cui affrontano la vita e per ciò che riescono a trasmettere alle persone che incontrano.
Sei stato un grandissimo lavoratore, un marito speciale e un padre di famiglia capace di dare tutto sé stesso. E per noi sei stato uno zio straordinario.
Io e te vivevamo lontani: io in Umbria, tu in Friuli. Non avevamo la possibilità di vederci spesso, forse una volta all'anno. Ma quella distanza non ha mai significato lontananza nei sentimenti.
Anzi.
Proprio perché ci vedevamo così poco, ogni volta che arrivavi era qualcosa che aspettavamo con entusiasmo. Bastava la tua presenza per trasformare quei giorni in qualcosa di speciale. C'erano le risate, la compagnia, il piacere semplicissimo di stare insieme.
Sono ricordi che appartengono alla mia infanzia e che oggi sento ancora più preziosi.
E penso che questo dica molto di te: non serviva vedersi tutti i giorni per volersi bene così tanto.
Negli ultimi anni, poi, hai dovuto affrontare la prova più difficile.
Hai combattuto con una forza incredibile, fino alla fine. Hai lottato come un leone contro una malattia terribile che, purtroppo, alla fine ti ha portato via da noi troppo presto.
E in questo lungo percorso non sei mai stato solo.
Vorrei dedicare un pensiero particolare a Pamela, che in questi anni è stata semplicemente straordinaria. Con una forza e una dedizione difficili da descrivere, è stata accanto a te e a zia Ida, sostenendovi in ogni momento, senza mai tirarsi indietro.
Quello che ha fatto per voi è qualcosa che non potrà mai essere dimenticato.
E credo che anche questo sia parte della tua storia: l'amore che hai saputo costruire intorno a te, un amore che negli anni difficili si è trasformato in presenza, forza e vicinanza.
Oggi ci rimane il dolore di non poterti più abbracciare, di non poter aspettare il prossimo incontro, di sapere che quella porta non si aprirà più per vederti arrivare.
Ma ci rimane anche qualcosa di molto più grande.
Ci rimane tutto il bene che hai seminato.
Ci rimangono le persone che hai amato, quelle che ti hanno amato e che continueranno a portare con sé una parte di te.
E ci rimane la certezza che, anche se il tempo passa e la vita va avanti, ci saranno sempre occasioni in cui parleremo di te, sorrideremo ricordando qualcosa che hai fatto o semplicemente penseremo: quanto ci manca Adriano.
Zio, hai combattuto fino all'ultimo e noi avremmo voluto che questa volta fossi tu a vincere.
Non è andata così.
Ma non sei stato sconfitto nell'affetto che hai lasciato dietro di te.
Quello rimarrà.
Ti abbiamo voluto un bene immenso.
Grazie per essere stato il nostro zio, per l'uomo che sei stato e per tutto ciò che, anche senza saperlo, hai lasciato dentro ognuno di noi.
Non ti dimenticheremo mai.
Buon viaggio, zio Adriano.
Ti vogliamo bene.
14 Settembre 2026